10 parole da imparare prima di arrivare in Sicilia

10 parole da imparare prima di arrivare in Sicilia

il dialetto siciliano è così originale e autentico che ognuno mai può confondere con un altro dialetto italiano.Come tanto altro nell'isola(architettura, cucina arte,etc) esso risente della forte influenza delle diverse culture - Araba, Greca ed altre.

Abbiamo selezionato per te le 10 parole siciliane  più popolari che un viaggiatore deve conoscere prima di arrivare in Sicilia. I siciliani possono  già farsi  capire  al 50% usando una di queste dieci parole.

1. MINCHIA

Questa è la prima parola che sentirete appena arrivati in Sicilia e probabilmente sarà anche l'ultima prima di partire. Letteralmente rappresenta l'organo sessuale maschile ma nella nostra lingua assume cosi tanti significati che a primo impatto potrebbero disorientarti. Minchia sostituisce la parola cioè, indica stupore, apprezzamento, gioia, irritazione, fastidio, paura, disprezzo, meraviglia.

2. COMPÀ/CUMPÀ – ‘MPARE/ ‘MBARE

Come si può facilmente intuire il significato letterale del termine è compare ma in Sicilia viene utilizzato in maniera generica e informale per salutare un amico, un conoscente o addirittura uno sconosciuto con cui si vuole stabilire un rapporto o entrare in confidenza. 

3. MIZZICA

E' un' esclamazione che indica meraviglia, stupore e incredulità verso qualcosa.

4. AVAIA/ AVÀ / VAIA

Questo termine probabilmente lo sentirete usare solamente a Catania e dintorni. In italiano si può facilmente tradurre "ma và", "suvvia".

5. FUTTITINNI

Letteralmente "futtininni" vuoi dire fregatene ma il suo significato è molto più ampio e dietro questo semplice termine si nasconde una vera e propria filosofia di vita. "Futtininni" significa prendi la vita alla leggera, pensa solo alle cose più importanti e fregatene delle piccolezze, non sprecare tempo dietro alle cose futili o a tutte quelle cose per cui non vale la pena arrabbiarsi. Provaci e non ne potrai più fare a meno. In Sicilia è uno stile di vita.

6. AMMATULA

Tradotto come "vana". L'origine della parola è molto interessante. Nel periodo bizantina Matula - è una fiala di vetro trasparente per la raccolta delle urine del paziente il medico, alchimista e mago esaminato Matula, le diagnosi fatte e trattamento prescritto più spesso. Tuttavia, il paziente è morto, e la famiglia ha detto: "Ha parlato a Matula", che in seguito fu trasformato in "parole di miele di ammatula" e ha significato un intervento medico inutile.

7. PERI PERI

Tradurre questo vocabolo risulta veramente difficile perché letteralmente "peri peri" significa "piedi piedi". Como si può facilmente intuire questa traduzione però non ha nessun senso logico. La traduzione più corretta è quindi "in giro". In Sicilia infatti non si va mai in giro ma si va "peri peri". 

8. CAMURRIA

Camurria è facilmente traducibile in italiano con "seccatura" o "noia". A voler essere più precisi il termine indica un fastidio ben preciso, choè quello insistente e reiterato nel tempo da parte di persone noiose che, se non bloccato immediatamente, si può trasformare in uno stato di incazzatura vera e propria.

9. PACCHIONE

Ci sono due significati opposi della parola sull'isola. Alle pendici dell'Etna Pacchiona ' è una bella ragazza, un vero e proprio sogno erotico, e a Palermo pacchiono si riferisce ad un uomo poco attraente con corpo in sovrappeso. Solo una parola mostra chiaramente le differenze tra queste due splendide città. 

10. NTZU

Ntzù rappresenta il classico schiocco della lingua usato dai siciliani per negare qualcosa. In Sicilia infatti nessuno ti dirà no, ti dirà semplicemente ntzù. Facile, no?

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